L'Unione Europea introduce il divieto social per i minori di 13 anni

Von der Leyen: "I bambini sono esposti troppo presto al mondo digitale"

L'Unione Europea introduce il divieto social per i minori di 13 anni

La Commissione Europea ha dato il via libera al Kids Act, un'iniziativa volta a migliorare la protezione dei minori nel contesto digitale. 

La nuova normativa impedisce ai social network di consentire l'accesso ai minori di 13 anni, stabilendo che l'età minima per creare un account personale sia di 15 anni. Per i ragazzi tra i 13 e i 15 anni, sarà necessario il consenso dei genitori attraverso "mini account" creati dai genitori stessi, che permetteranno ai giovani di accedere a piattaforme social e di condivisione video adatte alla loro età. Questi account dovranno includere misure di sicurezza aggiuntive, come la limitazione dei contatti sociali e un tempo massimo di utilizzo di un'ora al giorno. 
I bambini tra i 3 e i 13 anni, che non potranno accedere ai social, potranno invece usufruire di servizi di condivisione video appositamente progettati per loro, tramite account gestiti dai genitori. 

Un'altra novità è il principio dell'inversione dell'onere della prova: saranno i fornitori a dover dimostrare che i loro servizi sono sicuri e adatti all'età. L'Eu Kids Act impone obblighi ai servizi online che offrono social media, condivisione video, giochi online, assistenti IA e chatbot per utenti sotto i 18 anni. Viene introdotto il divieto di funzionalità che creano dipendenza e di feed raccomandati basati sulla profilazione che potrebbero esporre i minori a contenuti dannosi, oltre al divieto di scrolling infinito senza pause, meccanismi di ricompensa e notifiche push durante le ore notturne. Inoltre, i profili dei minori dovrebbero essere privati per impostazione predefinita, con geolocalizzazione, fotocamera e microfono disattivati. 

Come sottolineato dalla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, "il 92% degli europei ritiene necessario rafforzare la protezione di bambini e giovani online, e circa il 70% si dichiara preoccupato per il cyberbullismo, le molestie e il grooming". "Dai dati emerge un altro fatto sorprendente: in Europa, i giovani trascorrono in media dalle 4 alle 6 ore al giorno davanti a uno schermo. Per chi ha iniziato a usare i social media prima dei dieci anni, il tempo online sale a circa 7-8 ore al giorno, quasi quanto una giornata lavorativa completa per un adulto. Troppi bambini sono introdotti troppo presto al mondo digitale".

Tuttavia, non sono solo i minori a essere a rischio. Infatti, come annunciato da von der Leyen, in autunno la Commissione presenterà un nuovo pacchetto, il Digital Fairness Act, che offrirà un quadro di misure sull'uso delle piattaforme.
"Alcuni design delle piattaforme - ha detto - creano dipendenza. Danneggiano tutti, sia minorenni che adulti. Ecco perché è necessario un quadro normativo più ampio: il Digital Fairness Act. Lo proporremo in autunno, oggi l'attenzione è sull'Eu Kids Act".  

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