
Oristano
Migliaia di cittadini hanno sfilato insieme ad associazioni pacifiste e gruppi Pro Pal per dire no all’ampliamento della fabbrica di armamenti
Anche dalla provincia di Oristano questa mattina sono partiti numerosi cittadini per raggiungere Domusnovas e partecipare alla manifestazione contro l’ampliamento della fabbrica di armamenti Rwm. Alcuni si sono dati appuntamento in città e hanno raggiunto il Sulcis utilizzando le auto messe a disposizione da chi aveva un mezzo, permettendo così anche a chi non poteva spostarsi autonomamente di prendere parte alla mobilitazione.
Arrivati sul posto, i manifestanti si sono uniti al corteo che ha marciato verso i cancelli della Rwm, insieme ad associazioni pacifiste e ai gruppi Pro Pal. La protesta, tra le più partecipate degli ultimi anni, mira a fermare l’ampliamento dello stabilimento e a contrastare lo sfruttamento militare del territorio.
“Vogliamo un futuro di pace e dignità”, hanno scandito i partecipanti, chiedendo a gran voce che la guerra resti fuori dalla Sardegna. Un messaggio chiaro, ribadito più volte davanti a un impianto che da anni divide l’opinione pubblica ed è al centro di ricorsi e polemiche.
Sul fronte istituzionale, il Tar ha imposto alla Regione Sardegna un ultimatum sull’ampliamento ritenuto abusivo: se l’amministrazione regionale non prenderà posizione, lo Stato potrebbe commissariare il progetto, aggravando ulteriormente lo sfruttamento del territorio. Per questo gli attivisti rivolgono un appello diretto alla presidente Alessandra Todde, invitandola a difendere la Sardegna dagli interessi industriali e militari esterni.
Il comitato ha sottolineato che la Sardegna non resterà in silenzio di fronte allo sfruttamento industriale e militare della propria terra.
Domenica, 14 dicembre 2025
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