Oristano
Prorogati i termini di partecipazione alla procedura di selezione
Un solo medico trovato su quattro candidature pervenute: è questo il risultato dell’avviso pubblico lanciato dalla Asl 5 per reclutare camici bianchi con titolo conseguito all’estero da destinare ai Pronto soccorso dei presidi ospedalieri della provincia di Oristano, che dalla prossima settimana dovranno fare a meno dei medici “gettonisti”.
La commissione di selezione ha dichiarato al momento idonea soltanto la dottoressa Leon Martina, mentre le altre tre domande sono state scartate, due perché arrivate fuori termine. Martedì scorso, però, la Asl – con una delibera della direttrice generale Grazia Cattina – ha prorogato i termini di partecipazione alla procedura di selezione per ulteriori 10 giorni. La delibera di riapertura prevede inoltre la possibilità di ripetere la procedura con ulteriori finestre di dieci giorni fino al 31 dicembre 2026, in caso di nuove necessità attestate dalla direzione sanitaria.
Il contratto libero-professionale della dottoressa Leon Martina avrà una durata di sei mesi, per un impegno massimo di 38 ore settimanali a 60 euro lordi l’ora, per un valore complessivo di circa 61.560 euro. La dottoressa individuata è residente a Bosa.
A fine mese scadranno i contratti con le cooperative dei medici “gettonisti” in servizio nei tre ospedali del territorio, e quei contratti non potranno essere rinnovati per effetto del decreto Schillaci, convertito in legge lo scorso agosto, che impone a tutte le Asl italiane di individuare soluzioni alternative al ricorso a questi professionisti.
Le situazioni più critiche riguardano gli ospedali di Bosa e Ghilarza, dove i servizi di emergenza sono garantiti quasi esclusivamente dai medici a gettone. All’ospedale San Martino di Oristano i medici strutturati al Pronto soccorso sono soltanto cinque, un numero insufficiente a coprire tutti i turni.
Nel tentativo di tamponare le carenze diffuse nell’isola, l’Arnas Brotzu di Cagliari nei giorni scorsi aveva diffuso un avviso interno per invitare i propri medici a svolgere prestazioni aggiuntive nei Pronto soccorso degli ospedali sardi in difficoltà, riconoscendo una tariffa di 100 euro lordi all’ora. All’appello hanno risposto 18 professionisti.
Giovedì, 25 giugno 2026
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati