Tre giorni di votazioni per assegnare i 450 seggi della Duma, con la guerra che diventa un tema centrale della campagna elettorale.
La Russia si appresta a tenere le elezioni parlamentari il 18, 19 e 20 settembre 2026, le prime dall'inizio dell'invasione su larga scala dell'Ucraina nel febbraio 2022. A due giorni dall'apertura delle urne, Vladimir Putin ha dato al voto un significato che va oltre il semplice rinnovo della Camera bassa del Parlamento.
In un discorso televisivo, il presidente russo ha esortato i cittadini a partecipare alle elezioni, collegando esplicitamente il voto al sostegno delle truppe in Ucraina e alla capacità della Russia di resistere alle pressioni esterne.
Per il Cremlino, quindi, queste elezioni rappresentano anche un test di coesione interna dopo oltre quattro anni e mezzo di conflitto.
Link to Putin: il voto dimostrerà che "milioni di persone sono con i nostri soldati"Putin: il voto dimostrerà che "milioni di persone sono con i nostri soldati"
Un passaggio chiave del discorso di Putin sottolinea l'importanza politica che il presidente attribuisce alle elezioni.
Secondo Putin, la scelta degli elettori dovrà dimostrare che "milioni di persone sono con i nostri soldati" e che la società russa è unita da valori comuni, memoria storica e amore per la patria.
Il presidente ha inoltre affermato che nessuno riuscirà a dividere o intimidire la Russia, né a compromettere il suo sistema politico e la sovranità.
Il voto si inserisce così nella narrazione del Cremlino dall'inizio del conflitto: non solo una guerra contro l'Ucraina, ma una lotta più ampia in cui Mosca sostiene di difendere la propria sovranità dalle pressioni occidentali.
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Tra venerdì e domenica, gli elettori saranno chiamati a rinnovare tutti i 450 deputati della Duma di Stato, la Camera bassa dell'Assemblea federale russa.
L'attuale Parlamento ha sostenuto costantemente le principali iniziative legislative del Cremlino. Il partito Russia Unita, che appoggia Putin, parte da una posizione di netta predominanza e le analisi indicano che dovrebbe mantenerla anche nel nuovo Parlamento.
Accanto a Russia Unita, partecipano le altre principali formazioni già presenti alla Duma: il Partito Comunista, il nazionalista LDPR, Russia Giusta e Nuova Gente.
Su molti dei temi centrali, compresa la guerra, queste forze hanno sostenuto le principali decisioni del governo e della presidenza.
Link to La guerra al centro della campagna elettoraleLa guerra al centro della campagna elettorale
Rispetto alle precedenti elezioni parlamentari, il contesto è completamente cambiato.
La guerra dura ormai da oltre quattro anni e i suoi effetti sono diventati più evidenti anche all'interno della Russia. Gli attacchi ucraini con droni hanno colpito ripetutamente infrastrutture e città russe, mentre l'economia affronta sanzioni occidentali, alti tassi d'interesse, carenza di manodopera e problemi nel settore dei carburanti.
Secondo Reuters, anche alcuni sondaggi in Russia segnalano un aumento dell'ansia della popolazione per le conseguenze del conflitto.
Questo non significa automaticamente che il malcontento possa tradursi in un risultato elettorale contrario al Cremlino. Il sistema politico russo è fortemente controllato e molte voci apertamente contrarie alla guerra sono state escluse o marginalizzate.
Ma proprio per questo il Cremlino osserverà con attenzione altri indicatori, a partire dall'affluenza.
Link to Quasi 200 veterani dell'Ucraina candidatiQuasi 200 veterani dell'Ucraina candidati
La guerra non entra nelle elezioni solo attraverso i discorsi di Putin.
Secondo i dati delle autorità elettorali riportati dall'Associated Press, sono quasi 200 i candidati che hanno combattuto in Ucraina. Molti appaiono nei materiali elettorali, nei video della campagna e nei dibattiti televisivi.
Il Cremlino presenta da tempo i veterani come parte di una nuova classe dirigente, quella che Putin ha definito la "vera élite" della Russia.
La loro presenza nelle liste serve quindi anche a mostrare agli elettori che il servizio militare può tradursi in un ruolo nella futura vita politica del Paese.
Secondo diversi analisti interpellati da AP, tuttavia, l'effettiva capacità dei veterani di conquistare posizioni di potere resta da verificare e molti dei candidati con maggiori possibilità possedevano già collegamenti con le strutture politiche e amministrative.
Link to Ovechkin nella campagna di Russia UnitaOvechkin nella campagna di Russia Unita
La mobilitazione a favore del partito sostenuto da Putin ha coinvolto anche uno dei più celebri sportivi russi.
Alexander Ovechkin, stella dell'hockey e miglior marcatore nella storia della NHL, è comparso in un video elettorale di Russia Unita insieme, tra gli altri, al ministro degli Esteri Sergei Lavrov.
La presenza dell'atleta ha provocato polemiche internazionali. I Washington Capitals hanno spiegato che Ovechkin, cittadino russo che trascorre parte dell'anno a Mosca, era stato invitato durante l'estate a partecipare al video.
Anche questo episodio mostra quanto la campagna punti sulla costruzione di un messaggio di unità nazionale intorno al partito che sostiene il presidente.
Link to L'opposizione contro la guerra ridotta ai marginiL'opposizione contro la guerra ridotta ai margini
Lo spazio per un'opposizione apertamente contraria al conflitto è invece estremamente limitato.
Il caso più significativo è quello di Yabloko, storica formazione liberale russa e unica tra le forze politiche registrate a sostenere apertamente la necessità di fermare la guerra e raggiungere un cessate il fuoco.
Molti dei suoi candidati sono stati esclusi dalla competizione dopo una decisione della Corte Suprema russa dello scorso agosto. Il partito conserva comunque alcune candidature, soprattutto a Mosca.
Tra queste c'è quella della ventiquattrenne Polina Lermant, che ha impostato la propria campagna sulla richiesta di pace.
Il contesto nel quale si muove è particolarmente difficile: in Russia le norme contro il cosiddetto discredito delle forze armate e contro la diffusione di informazioni considerate false sull'esercito possono comportare pesanti condanne detentive. Alcuni esponenti di Yabloko sono già stati incarcerati per dichiarazioni contro la guerra.
Link to Una competizione fortemente controllataUna competizione fortemente controllata
È questo uno degli aspetti essenziali per interpretare i risultati che arriveranno domenica.
Reuters descrive il sistema politico russo come strettamente controllato, con Russia Unita in posizione dominante e un'opposizione autenticamente anti-Cremlino fortemente ridimensionata da esclusioni, arresti, condanne ed esilio.
La questione non riguarda soltanto chi riuscirà a conquistare i seggi, ma il grado di effettiva competizione politica presente nel voto.
Anche per questo l'attenzione internazionale sarà concentrata sulle condizioni nelle quali si svolgeranno le elezioni, sulla partecipazione e sulle modalità di scrutinio.
Link to Si voterà anche nei territori ucraini occupatiSi voterà anche nei territori ucraini occupati
C'è poi un elemento destinato a provocare nuove tensioni internazionali.
Le autorità russe prevedono votazioni anche nei territori ucraini occupati e unilateralmente annessi da Mosca.
L'annessione di queste aree non è riconosciuta dall'Ucraina né dalla maggior parte della comunità internazionale.
Il voto organizzato da Mosca in quei territori sarà quindi uno degli aspetti più controversi dell'intero appuntamento elettorale.
Link to L'affluenza sarà uno dei dati da osservareL'affluenza sarà uno dei dati da osservare
Se il controllo di Russia Unita sulla nuova Duma appare difficilmente contendibile nel quadro politico attuale, il dato politicamente più interessante potrebbe diventare quanti russi decideranno di andare a votare.
Dopo anni di guerra, il Cremlino vuole mostrare un Paese compatto e mobilitato.
Putin stesso ha trasformato la partecipazione in un messaggio politico: votare, nella sua rappresentazione, significa dimostrare che la popolazione sostiene i soldati e che le pressioni esterne non sono riuscite a dividere la società russa.
Per questo affluenza e consenso raccolto da Russia Unita saranno utilizzati dalle autorità anche per misurare e comunicare il grado di sostegno al sistema politico.
Link to Il primo voto nazionale dopo oltre quattro anni di guerraIl primo voto nazionale dopo oltre quattro anni di guerra
Le elezioni del 18-20 settembre arrivano quindi in un momento molto diverso da quelle del 2021.
Allora l'invasione su vasta scala dell'Ucraina non era ancora cominciata. Oggi la guerra attraversa quasi ogni dimensione della vita politica russa: dalla propaganda all'economia, dalla sicurezza interna alla composizione delle liste elettorali.
E lo stesso Putin ha scelto di non separare i due piani.
Nel suo appello alla partecipazione, il presidente ha presentato il voto come una risposta a chi, secondo il Cremlino, vorrebbe indebolire la Russia e privarla della capacità di decidere autonomamente il proprio futuro.
Da venerdì cominceranno le urne. Domenica 20 settembre si chiuderà il voto e inizierà lo scrutinio.
Il risultato servirà a stabilire la composizione della nuova Duma. Ma per il Cremlino la posta politica è più ampia: trasformare le prime elezioni parlamentari dall'inizio della guerra in Ucraina in una dimostrazione di continuità, stabilità e sostegno alla linea di Putin.
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