Crans-Montana, le famiglie delle vittime preoccupate per i risarcimenti: «Necessario un controllo sui conti comunali»

Dopo l'incendio di Capodanno, che ha causato 41 morti e 115 feriti, cresce l'ansia per la stabilità finanziaria del Comune. Ventiquattro genitori sollecitano l'intervento del Cantone del Vallese per proteggere le future richieste di risarcimento. Sotto esame anche il patrimonio di Jacques Moretti, proprietario del Constellation, atteso lunedì per un nuovo interrogatorio.

Crans-Montana, le famiglie delle vittime preoccupate per i risarcimenti: «Necessario un controllo sui conti comunali»

A dieci mesi dalla tragedia di Crans-Montana, le famiglie delle vittime affrontano una nuova fonte di ansia. Oltre alla ricerca della verità e alla determinazione delle responsabilità penali per l'incendio di Capodanno, cresce il timore che i risarcimenti possano rimanere solo promesse.

L'incendio del locale Constellation, nella rinomata località sciistica svizzera, ha causato 41 morti e 115 feriti. Un dramma su cui è ancora in corso un'indagine giudiziaria complessa, mentre i familiari delle vittime iniziano a chiedersi se sarà possibile ottenere gli indennizzi che potrebbero essere riconosciuti nelle future cause civili.

Al centro delle preoccupazioni c'è soprattutto la situazione finanziaria del Comune di Crans-Montana, che potrebbe essere chiamato a rispondere a richieste risarcitorie per centinaia di milioni di euro, qualora ne venissero accertate le responsabilità.

Per questo motivo, 24 genitori hanno deciso di rivolgersi direttamente al governo del Cantone del Vallese, chiedendo una forma di supervisione straordinaria sulle finanze e sull'amministrazione comunale.

La richiesta delle famiglie: controllo sui fondi pubblici

L'iniziativa è stata presentata dall'avvocato svizzero Sébastien Fanti, con studio a Sion, per conto di 24 genitori delle vittime.

L'istanza, esaminata dall'ANSA, sollecita l'introduzione di una «vigilanza finanziaria e amministrativa» sui conti del Comune, con l'obiettivo di garantire che l'ente sia preparato ad affrontare le possibili conseguenze economiche della tragedia.

La richiesta non riguarda solo l'attuale disponibilità di risorse, ma anche la necessità di preservare la capacità dell'amministrazione di far fronte a eventuali obblighi risarcitori.

Secondo i familiari, attendere la conclusione dei procedimenti giudiziari senza adottare misure preventive potrebbe esporre le vittime al rischio di ottenere un riconoscimento economico impossibile da riscuotere integralmente.

Gli amministratori e alcuni funzionari comunali, a partire dal sindaco Nicolas Féraud, risultano indagati per ipotesi di reato legate all'incendio, alle lesioni e agli omicidi colposi.

Le loro eventuali responsabilità dovranno essere accertate nelle sedi giudiziarie competenti.

Il debito comunale è aumentato negli ultimi anni

A rendere particolarmente delicata la situazione sono i dati relativi all'indebitamento del Comune.

Secondo quanto riportato nell'istanza dell'avvocato Fanti, il debito netto dell'amministrazione sarebbe passato da 9,8 milioni di euro nel 2022 a circa 51 milioni nel 2025.

Un aumento significativo che, secondo il legale, rende necessario valutare attentamente la capacità finanziaria dell'ente di affrontare eventuali risarcimenti di grande entità.

Fanti descrive il bilancio comunale come una situazione apparentemente solida, ma potenzialmente fragile davanti a uno shock economico di dimensioni eccezionali.

La questione assume particolare rilievo considerando che Crans-Montana è una località turistica di prestigio, ma dispone comunque di risorse pubbliche limitate rispetto alle cifre ipotizzate per gli indennizzi.

Risarcimenti fino a oltre un miliardo di euro: gli scenari

Le simulazioni finanziarie elaborate dal legale delle famiglie delineano scenari molto diversi, tutti caratterizzati da importi rilevanti.

Le richieste complessive di risarcimento potrebbero oscillare, secondo le ipotesi presentate, tra 323 milioni di euro e oltre un miliardo.

Nello scenario intermedio, il valore complessivo degli indennizzi raggiungerebbe circa 650 milioni di euro.

Di questa somma, oltre 400 milioni potrebbero ricadere sul Comune, qualora venissero accertati i presupposti giuridici per una responsabilità dell'amministrazione.

Si tratterebbe di una cifra equivalente a circa cinque anni dell'intero gettito fiscale annuale dell'ente.

La simulazione indica inoltre un'esposizione teorica di circa 41mila euro per ciascun residente.

Numeri che, pur rappresentando ipotesi e non obblighi di pagamento già stabiliti da un tribunale, spiegano la preoccupazione dei familiari.

Il timore è che, al termine di una lunga battaglia giudiziaria, le risorse disponibili non siano sufficienti a soddisfare le richieste riconosciute.

Per questo i 24 genitori chiedono l'apertura di un'inchiesta ufficiale sulla situazione finanziaria comunale.

Sotto esame anche il patrimonio di Jacques Moretti

Il Comune non è l'unico soggetto sul quale si concentra l'attenzione dei legali.

Accertamenti patrimoniali vengono richiesti anche nei confronti di Jacques Moretti, proprietario del Constellation e principale indagato nell'inchiesta insieme alla moglie Jessica.

Gli avvocati milanesi Alfredo Zampogna e Vinicio Mardo, che assistono i genitori di Chiara Costanza, la sedicenne morta nell'incendio, hanno sollecitato la procura cantonale a verificare i movimenti bancari dell'imprenditore di origine corsa.

La richiesta nasce dalla preoccupazione che eventuali disponibilità economiche possano non essere adeguatamente preservate in vista delle future azioni risarcitorie.

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, i legali hanno evidenziato che, allo stato, non risulterebbero beni o patrimoni sottoposti a garanzia per il pagamento degli eventuali indennizzi.

La richiesta di accertamenti non equivale, di per sé, alla dimostrazione di irregolarità nei movimenti finanziari dell'imprenditore.

L'obiettivo dichiarato è verificare la situazione patrimoniale e valutare gli strumenti necessari a tutelare i diritti delle parti civili.

Moretti atteso lunedì a un nuovo interrogatorio

Intanto prosegue l'inchiesta penale sulla tragedia.

Jacques Moretti sarà nuovamente interrogato lunedì, per la sesta volta, nell'aula universitaria del politecnico di Sion.

All'audizione è prevista la presenza di oltre cento persone, tra magistrati, investigatori, avvocati e familiari delle vittime.

Alcuni parenti continuano infatti a partecipare alle udienze, nonostante il peso emotivo di ascoltare le ricostruzioni e le dichiarazioni relative alla notte dell'incendio.

Moretti si trova in carcere da agosto nell'ambito di un procedimento nel quale è accusato di aver picchiato la moglie.

Jessica Moretti, anch'essa indagata nell'inchiesta sul rogo, è stata autorizzata a non partecipare all'interrogatorio.

Le indagini dovranno chiarire le responsabilità individuali nella tragedia, nel rispetto della presunzione di innocenza degli indagati.

Giustizia e risarcimenti, due percorsi ancora aperti

Per le famiglie delle vittime, il percorso verso la giustizia si sviluppa ormai su due piani strettamente collegati.

Il primo riguarda l'accertamento delle cause dell'incendio e delle eventuali responsabilità penali di proprietari, amministratori e funzionari.

Il secondo è quello economico, legato alla possibilità di ottenere risarcimenti adeguati e concretamente esigibili.

La richiesta di una vigilanza straordinaria sulle finanze di Crans-Montana nasce proprio dall'esigenza di evitare che i tempi della giustizia possano compromettere la tutela patrimoniale delle vittime.

Gli importi ipotizzati restano soggetti agli esiti delle indagini e dei procedimenti civili. Non è quindi possibile considerarli debiti già accertati a carico del Comune o degli altri indagati.

Tuttavia, secondo i legali delle famiglie, l'entità potenziale delle richieste giustifica fin da ora un intervento preventivo delle autorità cantonali.

Il timore di una seconda ingiustizia

Dietro i numeri dei bilanci e le valutazioni degli avvocati resta il dramma di decine di famiglie che hanno perso figli e persone care nella notte di Capodanno.

La loro preoccupazione è che, dopo anni di indagini e procedimenti giudiziari, il riconoscimento delle responsabilità possa non tradursi in un ristoro effettivo.

La questione finanziaria si aggiunge così a una vicenda giudiziaria già complessa e dolorosa.

La decisione del Cantone del Vallese sulla richiesta di vigilanza e gli eventuali accertamenti patrimoniali disposti dalla procura rappresenteranno passaggi importanti per comprendere quali garanzie potranno essere offerte ai familiari.

A Crans-Montana, mentre la giustizia continua il proprio lavoro, le famiglie chiedono che venga tutelato anche il loro diritto a un risarcimento concreto, affinché alla tragedia non si aggiunga il rischio di una nuova, dolorosa delusione.

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