Ricatto a Del Vecchio, piano da 10 milioni: indagati ex carabiniere e addetto sicurezza

di

Carlo Longo

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Ricatto a Del Vecchio, piano da 10 milioni: indagati ex carabiniere e addetto sicurezza

Ricatto a Del Vecchio, piano da 10 milioni: indagati ex carabiniere e addetto sicurezza

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Un presunto piano di estorsione e truffa ai danni di Leonardo Maria Del Vecchio è al centro di un’inchiesta della Procura di Milano. Secondo

[caption id="attachment_87658" align="alignleft" width="300"]del vecchio LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, IMPRENDITORE[/caption]

gli inquirenti, l’obiettivo era ottenere fino a 10 milioni di euro sfruttando informazioni riservate e materiale sensibile sulla vita privata dell’imprenditore.

Le perquisizioni hanno riguardato l’ex carabiniere Vincenzo De Marzio, la società Neis Agency e Mario Cella, ex addetto alla sicurezza dello stesso Del Vecchio.

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Nel decreto di perquisizione emergerebbe un “quadro complesso” fatto di condotte estorsive e fraudolente. Gli indagati avrebbero utilizzato immagini private, estratte dal sistema di videosorveglianza dell’abitazione milanese del manager, per tentare di ricattarlo.

Parallelamente, secondo l’accusa, sarebbe stato costruito un falso dossier per far credere a un’attività di dossieraggio illegale ai danni di Del Vecchio, dei suoi familiari e di soggetti legati a EssilorLuxottica e alla holding Delfin.

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L’operazione prevedeva inizialmente una richiesta di 30mila euro, ma rappresentava solo un primo passo. L’obiettivo finale, secondo i magistrati, era ottenere cifre molto più elevate, fino a 10 milioni di euro, sotto forma di presunti servizi di “protezione reputazionale”.

Un meccanismo costruito per indurre la vittima a pagare per bloccare un’attività illecita in realtà inesistente, creata ad arte dagli stessi indagati.

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L’indagine si inserisce nel filone della cosiddetta inchiesta Equalize, che riguarda una presunta centrale di dossieraggio illegale a Milano. Tra gli indagati compare anche Nunzio Samuele Calamucci, ritenuto figura centrale di questo sistema.

Il decreto è stato firmato dai pm Eugenio Fusco e Francesco De Tommasi, con il coordinamento del Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Antonello Ardituro.

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Durissima la reazione di Del Vecchio, che ha denunciato la violazione della propria sfera privata e un tentativo di ricatto basato su materiale sensibile e su un dossier falso.

L’imprenditore ha ringraziato gli investigatori per il lavoro svolto e ha annunciato la volontà di collaborare con la giustizia e di costituirsi parte civile per tutelare sé stesso, la famiglia e le aziende coinvolte.

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La vicenda solleva interrogativi rilevanti sul tema della sicurezza dei dati personali e sull’uso illecito di informazioni riservate. Al centro dell’indagine c’è infatti un presunto sistema che combina accesso abusivo a contenuti privati e costruzione di false prove per finalità estorsive.

Un caso che, se confermato, evidenzierebbe rischi significativi legati alla gestione delle informazioni sensibili anche in contesti altamente protetti.

 

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